25 aprile Festa della Liberazione e dell’Antifascismo: lo dice la storia!

La Liberazione è un fatto storico e inequivocabile: questo ci ricorda il 25 aprile, al di là delle retoriche, dei negazionismi e delle critiche da destra a sinistra e viceversa.

Questa giornata, però, è evidente che provoca una certa orticaria al Governo Meloni, protagonista di un continuo e subdolo revisionismo, che dal suo insediamento continua ad iniettare in dichiarazioni e provvedimenti quei principi che sanno di ritorno ad un passato oscuro per l’Italia.

Ma poi, se si indicano chiaramente le intenzioni di certe uscite, si cerca di camuffarle, di edulcolarle, con l’intento di far passare l’equivoco su frasi che, invece, sono nettamente inequivocabili.

Come può essere equivocabile quel “non possiamo arrenderci all’idea della sostituzione etnica” pronunciato da Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare e cognato di Giorgia Meloni o quel “”nella Costituzione non c’è alcun riferimento all’antifascismo, dichiarato dal presidente del Senato Ignazio La Russa, solo per fare qualche esempio?

E la cosa più evidente è l’irritazione verso chi definisce quelle frasi o chi chiede una chiara posizione contro il fascismo. 

Lollobrigida reagisce male a quanto detto da Gianfranco Fini, l’ultimo leader della destra nazionale e protagonista della svolta della stessa destra, che da Lucia Annunziata aveva fatto la precisa richiesta:  “Meloni e La Russa dicano che FdI si riconosce nei valori antifascisti. Non giustifico la ritrosia a usare quest’aggettivo”.

Ma Lollobrigida, voce più vicina a Meloni, controbatte: “Fini viene spesso strumentalizzato dalla sinistra. Spero sia in buona fede, ma i suoi obiettivi secondari non li conosco e nemmeno mi interessano. L’unica certezza è che Giorgia Meloni è riuscita in quello che lui non è stato in grado di realizzare. Sarebbe ingeneroso non ricordare che all’epoca fu importante il ruolo che Fini ebbe, ma a tante cose buone ne corrispondono altre meno nobili che vanificarono molti risultati ottenuti. Ognuno ha la sua storia e ognuno dovrebbe sapere qual è il suo tempo”

Insomma, secondo Lollobrigida, Fini verrebbe raggirato da una certa stampa per dire ciò che piace alla sinistra e lo si invita a star zitto perché ormai non è più il suo tempo.

E, invece, il 25 aprile ci ricorda che è sempre il tempo per essere antifascisti e  nessun politico o governo di destra può negarlo!

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