Fratelli d’Italia vuole cancellare il reato di tortura. Mille passi indietro per i diritti umani

Nuovi segnali di ritorno ad un passato oscuro.

Fratelli d’Italia ha presentato una proposta di legge per abrogare il reato di tortura introdotto nell’ordinamento italiano nel 2017, una mossa che rappresenta un serio pericolo per i diritti umani in Italia.

La proposta di legge, con la deputata Imma Vietri come prima firmataria, assegnata alla Commissione Giustizia della Camera, vuole di fatto abrogare gli articoli 613-bis e 613-ter del codice penale che introducevano il reato, lasciando in piedi solo una sorta di aggravante per l’abuso di potere.

Fa ancor più impressione il fatto che la PdL sia giunta all’indomani della sospensione dal servizio di 23 agenti penitenziari del carcere di Biella, in esecuzione di un’ordinanza del giudice per le indagini preliminari per il reato di tortura commesso nei confronti di tre detenuti. Già il 10 febbraio scorso, per lo stesso caso, era finito ai domiciliari il vicecomandante.

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Fratelli d’Italia sostiene che “l’incertezza applicativa in cui è lasciato l’interprete” con le norme introdotte nel 2017, potrebbe comportare la pericolosa attrazione nella nuova fattispecie penale di tutte le condotte dei soggetti preposti all’applicazione della legge, in particolare del personale delle Forze di polizia che per l’esercizio delle proprie funzioni è autorizzato a ricorrere legittimamente anche a mezzi di coazione fisica”.

Un’affermazione del tutto infondata, poiché il reato di tortura è stato introdotto proprio per prevenire gli abusi di potere e garantire la protezione dei diritti umani.

Inoltre, la proposta di legge di Fratelli d’Italia rischia di compromettere gravemente la fiducia dei cittadini nella giustizia italiana e, per un effetto boomerang, persino ledere all’immagine delle Forze dell’ordine.

Non stupisce che questa proposta di legge venga presentata da Fratelli d’Italia, visto che nel 2018 la leader del partito, Giorgia Meloni, oggi premier, aveva postato un tweet in cui chiedeva l’abolizione del reato di tortura, salvo poi cancellarlo per le polemiche che ne erano seguite. Tuttavia, la proposta di legge rappresenta un grave rischio per i diritti umani in Italia e deve essere respinta.

Tra le reazioni alla proposta di legge, citiamo quella della senatrice di Sinistra Italiana-Alleanza Verde Ilaria Cucchi, sorella di Stefano Cucchi, ucciso a seguito di un pestaggio dopo il suo arresto, che ha portato alla condanna di 8 carabinieri. La senatrice Cucchi si appella al capo dello Stato. “Sostenere che la tortura in Italia non esista è una bugia. Far finta di niente e voltarsi dall’altra parte è già questa una violazione dei diritti umani e lo so perché l’ho provata sulla mia pelle. Più di un giudice, prima dell’introduzione di questa legge si è trovato a non poter procedere perché la legge non esisteva. Abbiamo lottato per la sua introduzione e ora rivolgo un appello a tutte le forze politiche soprattutto al Presidente della Repubblica: giù le mani dalla legge che punisce la tortura. Chi ha paura del reato di tortura legittima la tortura”.

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